Intervista a Romeo Tepore

 Quando si parla di bicicletta e dei suoi legami con l’ambiente, inevitabilmente la prima cosa che viene in mente è la manifestazione cicloturistica cittadina “Brindisi in Bicicletta” e per essa Romeo Tepore, l’artefice di ben 27 edizioni che vanno dal 1974 al 2009, che è già al lavoro con il suo staff organizzare la prossima edizione del 2010.

A Romeo Tepore intendiamo rivolgere alcune domande che concernono la funzione della bicicletta, sia come mezzo di svago, che come disciplina sportiva.

Non va dimenticato  che Romeo Tepore, sin dalla fine degli anni ’40, è stato anche un ciclista dilettante, partecipando a varie competizioni a livello regionale, ed oggi è presidente dell’Associazione dilettantistica U.S. ACLI  “Fausto Coppi”, oltre a ricoprire incarichi di rilievo in sede alla Federazione Ciclistica nazionale, sino a far parte del comitato organizzatore dei campionati mondiali di ciclismo su strada dell’anno 1976, che si svolsero ad Ostuni.

A Romeo Tepore intendiamo, pertanto, porre alcune domande che concernono la funzione della bicicletta, sia come mezzo di svago, che come disciplina sportiva a livello cittadino.

D. Caro Romeo cosa pensi del rinnovato interesse negli ultimi tempi nei confronti della Bicicletta, come mezzo alternativo ai veicoli a motore, tanto che livello sia  nazionale che provinciale, sono state varate misure di incentivazione?

R. Diciamo che finalmente alla bicicletta si viene a  dare  il dovuto riconoscimento per una militanza più che centenaria, e che finalmente comincia a raccogliere i frutti.

La delibera della Provincia di Brindisi, n. 31/11 del 2008, che, nell’ambito delle attività volte a promuovere lo sviluppo delle politiche energetiche e ambientali finalizzate alla riduzione delle emissioni nocive dei gas di scarico degli autoveicoli è un primo passo, anche se riteniamo che le somme stanziate, pari a € 50.000, non siano sufficienti, se si considera che con un incentivo ammontante al 50%, oltre allo sconto minimo del rivenditore del 10% laddove gli stessi intendano aderire, e comunque non superiore a 100 €,  in linea di massima a livello provinciale, le biciclette da incentivare non andranno supereranno le 500 unità, per di più distribuite per tutti e venti i comuni della Provincia.

E’ vero che anche il Ministero dell'Ambiente, in accordo con l'Ancma, l'Associazione nazionale ciclo e motociclo, ha messo a disposizione nel corso del 2009 a livello nazionale un fondo da erogare, fino a esaurimento,a tutti coloro che decideranno di acquistare una nuova bicicletta (comprese le bici elettriche a pedalata assistita), senza obbligo di rottamazione.

D. Già che ci siamo vogliamo spiegare ai nostri lettori in che cosa consiste l’incentivo nazionale?

R. Si tratta di un incentivo, che non comporta obblighi di rottamazione, e che copre il 30% del costo del veicolo fino ad un massimo di 700 euro.

Per godere degli incentivi è sufficiente fare una scelta all'interno del listino predisposto dal Ministero, che prevede prezzi ed entità del contributo;, una volta fatta la scelta è sufficiente presentarsi presso un rivenditore autorizzato e ogni persona potrà acquistare un massimo di tre biciclette, presentando il codice fiscale o la partita  IVA.

L’interesse per la bicicletta e il successo del contributo incentivante, sono poi confermati dal fatto che in soli 15 giorni, a partire dal 22 aprile sono state vendute 20 mila  biciclette tradizionali e,  già prima del 19 maggio il fondo era già esaurito, tanto che è in essere un nuovo accordo che prevede un ulteriore  stanziamento di 9 milioni di euro.

Ma siamo sempre in presenza di fondi insufficienti, che, se non reiterati negli anni successivi, potrebbero avere presa limitata.

D. D’Accordo: incentivi nazionali e provinciali, ma sono sufficienti per i ciclisti brindisini?

R. Certamente no, anche se è meglio di niente, dato che si tratta di incentivi che investono tanto il territorio nazionale, quanto quello provinciale. Se andiamo, però, ad analizzare la situazione sul piano cittadino, vediamo che i brindisini che hanno potuto contare sul bonus non sono molti, per cui ritengo che sia opportuno che anche l’ Amministrazione comunale venga coinvolta, soprattutto, in un momento in cui c’è da tutte le parti voglia di mobilità pulita e sostenibile.

Pertanto, farei un invito all’Amministrazione locale di voler esaminare la possibilità di varare un piano di incentivi per i residenti, non dovendosi dimenticare che la sensibilità delle Amministrazioni comunali locali che si sono succedute nel tempo non è andata al di là della pista ciclabile, la cui manutenzione, tuttavia, spesso lascia a desiderare.

D. A proposito dell’Amministrazione comunale di Brindisi, se non andiamo errati tempo fa vennero acquistate 50 biciclette  da mettere a disposizione dei turisti durante la loro permanenza  a Brindisi, prima del loro imbarco verso la Grecia, in maniera da visitare la città.

R. Si, negli anni ’80 per l’appunto il Comune di Brindisi si fece artefice di tale iniziativa, caduta subito sul nascere, tanto che le biciclette vennero messe in deposito e non più utilizzate.

Quando nel 1999 chiesi e ottenni dall’Amministrazione comunale, in occasione del 2° raduno cicloturistico Internazionale “Corfù Bicicletta”, organizzato in collaborazione con l’Agenzia Vapatur di Vincenzo Pati, di utilizzare le biciclette, una visita al deposito dove erano custodite rivelò che non più di 20 biciclette erano utilizzabili, anche se necessitavano di appositi interventi di manutenzione e riparazione; le altre 30 erano del tutto inservibili.

Quando gli organizzatori tornarono dalla Grecia, le 20 biciclette furono restituite al Comune e da allora giacciono anch’esse nel dimenticatoio e indubbiamente inservibili.

A questo punto, non resta, che procedere alla loro rottamazione e acquistarne altre, che, vadano però  al di là delle 50 unità, ripetendo la finalità iniziali, e metendole a disposizione anche ai residenti, per i quali l’accesso al centro con le auto è sempre più problematico. Ma.

D. Ma cosà?.

R. Dotarsi di nuove biciclette non è sufficiente; occorre anche allestire un piano logistico che preveda anche specifici aree  attrezzate, ad es. munite di rastrelliere e custodite; consentire agli utilizzatori di conoscere i siti in cui  reperire le biciclette e anche dove lasciarli, non dovendosi dimenticare che i furti di biciclette sono all’ordine del giorno. 

Il cittadino deve essere sicuro quando lascia la bici per fare shopping, o per altri motivi, di ritrovarla e non avviarsi mestamente a piedi o all’autobus per tornare alla propria abitazione.

In pratica, si tratta di porre le basi per creare le fondamenta per una cultura della bicicletta, così come avviene in altre città d’Italia e in particolare del Centro-Nord.

Basti pensare che alcune città hanno varato curiose iniziative, come ad es. Ferrara, in cui appositi messaggi mostravano il numero di chilometri che si potevano percorrere con una bustina di zucchero.

Questo aiuterebbe a rendere vivibile, in particolare il Centro Storico ormai in via di desertificazione, con attività commerciali che chiudono, dopo quelle artigianali già scomparse da tempo.

A questo proposito, mi sia consentito aprire una parentesi, sarebbe sufficiente fare un censimento dei locali siti nel centro, le cui saracinesche sono abbassate, per valutare appieno la crisi che attanaglia la città, e che non è da attribuirsi alle ultime vicende che hanno colpito il Paese e l’estero, ma che si trascina da diversi lustri.

Il Centro c.d. storico, ormai, è sempre più terziarizzato, con attività commerciali in netta diminuzione e che si vanno delocalizzando al suo esterno, con scarso peso in termini occupazionali e di apporto al valore aggiunto della produzione.

Vero è che sui quotidiani appaiono sempre più spesso comunicazioni di assunzioni di qua e di là, ma di questo, almeno nel breve periodo ho i miei dubbi.

Ad es. ho fatto un calcolo: ho sommato tutte le offerte di lavoro degli ultimi tempi e sono arrivato alla conclusione che i problemi dell’occupazione a Brindisi sono stati risolti e che i nostri figli, lungi dall’emigrare, possono benissimo restare in loco. Allora sono io a fare una domanda: è proprio così?.

D. Questo è un argomento alquanto delicato, che verrebbe a coinvolgere gli enti locali territoriali e non ed anche aziende private per verificare lo stato di salute occupazionale e per avviare un programma che inverta il trend negativo. ma per tornare al tema della Bicicletta. Del suo rapporto con l’ambiente e col territorio abbiamo detto, Cosa ne pensi della Bicicletta come mezzo da competizione?

R. Anche qui ci sono dolenti note. Da quanto ha chiuso i battenti la Società ciclistica Delta Zero, da poco più di 10 anni, che tanto lustro aveva dato alla città con la conquista di titoli dilettantistici nazionali e regionali,  se si esclude oggi qualche associazione amatoriale, il ciclismo competitivo a livello  allievi e dilettanti non esiste più a Brindisi Questa situazione, d’altra parte, riguarda anche la Provincia nel complesso, le cui Società affiliate alla Federazione ciclistica Italiana si possono contare sulle dita, tanto che a Brindisi non c’è più un comitato provinciale, bensì un fiduciario, con tutti i limiti che tale carica comporta.

D. Oltre alla Brindisi in Bicicletta, che coinvolge numerosi cicloamatori provenienti da ogni parte di Italia, tanto che la manifestazione è inclusa nel calendario nazionale dell’U.S. ACLI, con ripercussioni positive anche sul turismo, ritieni che si possa fare qualcosa in più per la città?

R. Certo, le idee non mancano, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare; cioè la volontà di muoversi in favore di uno sport che, dopo il calcio vanta il maggior numero di tifosi. Qualsiasi iniziativa si voglia porre in essere, occorre il coinvolgimento degli enti pubblici e  degli operatori economici.

Mi riferisco alla possibilità che Brindisi possa ospitare nel 2011 una tappa del Giro d’Italia con arrivo e partenza, anche per commemorare un nostro concittadino, NATALE BIANCO, che nel 1927 prese parte alla quindicesima edizione a fianco di campioni del calibro di Girardengo, Binda, Guerra, Belloni, ecc., che ancora sono vivi nei nostri ricordi.

Vero è che ospitare una tappa del Giro comporta anche dei costi sensibili, ma è altrettanto vero che i benefici ed il ritorno di immagine che ne avrebbe la città, ma anche la Provincia, sarebbero superiori, non dovendosi dimenticare che il Giro d’Italia è seguito dalla televisione ed è trasmesso in varie parti del mondo, per cui farebbe da battage pubblicitario per attrare visitatori di altre aree territoriali.

D. Hai fatto riferimento a un nostro concittadino, Natale Bianco, che ha partecipato nel 1927 al Giro d’Italia, che cosa sappiamo di lui?.

Ne sono ben poco, la partecipazione al Giro d’Italia di Natale Bianco viene così descritta dal Prof. Antonio Caputo: “Pantaloni comuni sotto il ginocchio, maglietta di lana blu con una scritta bianca sul dorso: CITTA’ DI BRINDISI, occhialoni, coppola a sghimbescio, un copertone incrociato in spalla ed una pesante bicicletta che da corsa aveva una sola cosa: il manubrio ricurvo”.

Un brindisino che portò orgogliosamente a termine quel giro, evitando l’onta del ritiro, pertanto ospitare nel 2011 una tappa che possa ricordare anche tale concittadino sarebbe veramente una cosa estremamente gradita.