Antonio Caputo
brindisino da più generazioni, dal 1963 svolge attività di Giornalista - Pubblicista e collabora con varie riviste locali e nazionali, nel suo curriculum annovera numerosissimi articoli scritti su Brindisi, la sua storia, il suo folklore.
Tra i suoi studi fanno spicchi pubblicazioni di carattere monografico, storico e sulla metodologia della ricerca.
Dal 1985 si cimenta quale divulgatore e propositore nel recupero del dialetto e della storia pregressa, presentando personaggi illustri e tradizioni popolari di aria meridionalistica in generale, locali in particolari.
Componente della Società di Storia "Patria per la Puglia", attualmente è Direttore Referente della Biblioteca Pubblica Arcivescovile "Annibale De Leo" di Brindisi.
Ha pubblicato:
di Antonio Caputo
La precedente (1926) era stata appannaggio di Brunero.
Al nastro di partenza veri "mostri" del pedale: Alfredo Binda, il campione; Learco Guerra, la locomotiva umana; Tano Belloni, l’eterno secondo, Costante Girardengo, il leggendario, ecc.
In quel fatidico 1927 prese coraggiosamente il via un brindisino: Natale Bianco.
Pantaloni comuni sotto il ginocchio, maglietta di lana blu con una scritta bianca sul dorso: Città di Brindisi, occhialoni, coppola a sghimbescio, un copertone incrociato in spalla, in groppa ad una pesante bicicletta che da corsa aveva una sola cosa: il manubrio ricurvo.
Natale Bianco, iscritto regolarmente tra i "girini" partecipava da solo, nel senso che la squadra era "solamente lui".
Tappe lunghissime, strade infangate, morsi della fame lancinanti e pochissimi soldi erano i perfetti ingredienti , per denominare quel ciclismo e quei ciclisti di tipo "eroico".
Il caparbio e coraggioso brindisino portò orgogliosamente a termine quel giro; ovviamente il suo piazzamento non fu tra i primi, ma neppure tra gli ultimi; l’onta del ritiro, nonostante i suoi scarsissimi supporti tecnici, non lo sfiorò mai….. egli tagliò, con il risicato gruppo dei superstiti, il traguardo finale.
Quel Giro d’Italia del 1927 fu vinto dal grande Alfredo Binda che segnò sull’Albo d’Oro dei vincitori anche le successive edizioni del 1928 e del 1929.
Non sappiamo se al suo ritorno a Brindisi, Natale Bianco fu festeggiato, siamo tuttavia certi che fu apprezzato per quel che da solo, vero faticatore della bicicletta, riuscì a compiere: un’incredibile impresa, per davvero eroica.